Tabagismi

Incapace di riconoscere la propria volontà.
Incapace di un gesto spontaneo.
Quando recita è finto, ma ci mette tutta la sua spontaneità, perché il teatro non è affatto finzione.
Quindi vive una vita di plastica.
Alla ricerca dell'originalità.
Alla ricerca della spontaneità.
Ma vuole essere qualcuno a cui non si può rinfacciare nulla, uno con la coscienza a posto.
E la spontaneità va a farsi fottere.
Se ne accorge.
Ma la sua spontaneità è fatta di lunghi esilii nel letto, onanismi, abbuffismi, pigrizia in genere.
La sua spontaneità è animalesca.
Allora si chiede: dovrei cominciare ad abbaiare, uccidere animali più deboli per il mio sostentamento, grugnire, pensare solo alla mia sopravvivenza? Vivere l'essenziale?
Ma c'è una civiltà.
Cosa me ne faccio del mio essere civile?
E se la mia spontaneità mi riduce allo stato brado,
che figura ci faccio?
La spontaneità, stizzita, fa le valigie, prende i bambini e va da sua madre.
Chiederà la separazione, un assegno per lei e uno per i bambini, la casa al mare e la macchina.
E lui lì, di nuovo plastificato.
Come un Big Jim potente.
Il Big Jim originale è impotente (tra l'altro sprovvisto di pene), ma lui no. Lui può cavarsi da questa situazione quando vuole.
Ma gli serve tempo. E danaro.
Ma il tempo è danaro.
Facciamo solo danaro.
E a lui gli rompe il cazzo, ammettere che è il danaro la variabile della sua vita.
Lui sta divagando.
Lui è un coglione.
Lui è patetico.
Lui, che non ha mai fumato, che ha resistito a tutti gli amici delle medie e delle superiori che volevano farlo fumare per forza, per dare un tono alla sua vita si è comprato un pacchetto di sigarette.
E si è sentito vivo, mentre le fumava.
Lui, quindi, ha bisogno di queste cazzate.
Ma si rende conto di essere patetico.
e non si rende conto del suo volere.
Non sa se è già dipendente dalla nicotina.
Ne voglio ancora?, si chiede.
Boh!, si risponde.
Forse avrebbe solo bisogno di scopare.
O di scrivere.
Ma gli piacerebbe finire questa stronzata con la parola "scopare".
Ma poi pensa di essere troppo volgare. E allora decide che "scrivere" è più appropriato.
Lui capisce che sono tutte inutili seghe mentali.
Ma capisce che con la frase di cui sopra si sta prendendo in giro.
L'unico suo vero vizio sono proprio le seghe mentali.
E non ci sono cerotti che tengano.
Lui è un koala che si morde la coda.
Però è troppo coglione e frustrato.
Per questo i koala hanno la coda così corta.
Scopare.
Scrivere.


