martedì, novembre 29, 2005

Un potenziale John Doe non potenziato



Non voglio ostinarmi a cercare la ragione.

UNA RAGIONE NON C'E'

CE NE SONO TANTE

E QUINDI NESSUNA.

John, non chiederti oltre se tua madre avesse dovuto abortire o meno. Lo sai se eri già vivo o meno?
No John, non te lo ricordi; chi meglio di te potrebbe rispondere? Ma tu non te lo ricordi. E noi come facciamo John, a sapere chi ha ragione? Hai sofferto durante l'operazione, John? Non lo sai, John, amore mio, non lo sai. Sei mai esistito, John?
Esisti, John? Non sai neanche questo, tesoro.
Ci saranno altri John come te in futuro, John? Anzi, ci sono altri John, John? Ah scusa, non sai neanche se ci sei tu,

JOHN

lunedì, novembre 28, 2005

Sweety Candy


Il ragazzo sente la testa leggera, vuota. "Non riesco a credere che la mia testa in questo momento sia così vuota", pensa, ma poi, per paura di riempirla, smette. Il ragazzo ha una sensazione di pulito addosso, e credetemi, non ha niente ha che fare con la sensazione di freschezza del badedas. Il badedas è la più grossa puttanata che c'è in giro. Chi ha inventato il badedas, figlioli, è sporco dentro. Magari l'inventore del badedas ha macchine, fama e fighe, ma se esalta il suo doccia shampoo come la miglior sensazione che il vostro corpo possa chiedervi, scusatelo, è un povero coglione. Il ragazzo si sente pulito dentro, come se avesse fatto una doccia.
Come si fa a pulirsi dentro? Ironicamente qualcuno potrebbe dire "con i lassativi". Beh, il simpaticone non ci è andato poi così lontano. Bisogna svuotarsi, e il ragazzo si è svuotato. Si è svuotato del marcio che aveva dentro, si è purgato della merda che assimila ogni giorno, ogni attimo, per strada, a casa, davanti alla tivù, a scuola, sui giornali,nelle facce della gente. Quella gente non l'ha purgata nessuno; hanno delle facce tremende, sono privati di se stessi. Ed io vi chiedo, secondo voi, con cosa si è purgato il ragazzo. La risposta è semplice, talmente semplice che sembra un paradosso: con se stesso. Ha purgato se stesso con se stesso, si è usato per spurgarsi, si è infilato nella sua stessa bocca è entrato nei polmoni, nello stomaco, nelle viscere ed ha ridotto a brandelli il marcio che si portava appresso. Tutto questo solamente decidendo di voler vedere il suo se stesso, rifiutando quel marcio schifoso che gira per il mondo travestito da caramella. Non prendete la caramella ragazzi, prendete il cioccolatino alla purga.

domenica, novembre 27, 2005

Zulu


Ukuzela ukuzelula amatambo. E' un vecchio proverbio zulu che ho letto sull'Encarta 98, mitica enciclopedia multimediale. Il significato non me lo ricordo più. E neanche mi interessa più di tanto, visto che sono impegnato a guardare delle macchine da formula 1 che si rincorrono sul bordo interno del mio bicchiere. Due macchine cascano sul fondo del bicchiere, le loro carcasse mi guardano imploranti, pregandomi di chiamare un carrozziere. Ma io sono una merda, e schianto il bicchiere sul muro, ponendo fine alla giostra. Un treno carico di cani si avvicina sempre di più a me. I binari finiscono proprio sulla porta di casa mia. Il conducente del treno è Frank Sinatra, che canta rabbiosissimo "My Way", proprio nella maniera in cui Sid Vicious interpretava la canzone originale di Frank Sinatra, che usava cantarla nella maniera in cui Sid Vicious imitava Frank Sinatra che cantava "My Way" alla maniera di Sid Vicious. Il treno sparisce sulla soglia di casa. Non me ne importa un cazzo. Non sono nè impaurito nè stupito, e con aria ugualmente sprezzante e sborona mi infilo il mio giacchetto di pelle ed esco. Sono in strada. A piedi. Sento gente vuota che parla coprendosi la bocca con la mano, borbottando frasi sconnesse, sento altri fare gargarismi con whisky e lemonsoda, per poi sputarmi il tutto addosso. A contatto con whisky e lemonsoda il mio giacchetto si restringe, e diventa un gilet. Torno a casa. La televisione non c'è più, "dove cazzo sarà finita?", penso. Ad un tratto sento un rumore. E' un tipico borbottare spento da soubrette. Poi applausi. E' nascosta nel bagno, simulando il coito con la presa dell'antenna televisiva. Mi vede. Mi guarda, ha il tg5 in faccia. Si inginocchia davanti a me. Mi fa pena. Pena in senso dispregiativo.

sabato, novembre 26, 2005

Tabagismi senili


Quella vecchia signora stava sempre lì, sulla porta, con il sole o nella bufera, come se aspettasse qualcuno, scrutando i passanti con un'occhiata gelida. Oggi le sono passato davanti. Mi è sembrato che mi fosse entrata dentro, proprio dentro il cervello, fra pensieri e ricordi, alla ricerca di qualcosa che le interessasse, e che poi, non trovando niente di suo gusto, mi abbia lasciato andare. Mi è parso che non abbia usato solo gli occhi per crearmi quella sensazione di disagio, ma che con una mano invisibile mi abbia rovistato dentro come fossi un cassetto. Poi sono passato avanti, con una sensazione di sporco addosso, neanche fossi stato stuprato. Ho cominciato a vedere tutto rosso; un gigantesco signore ciccione alto 6 metri con un camicione a quadri molto grunge mi chiede se ho una sigaretta, io gli rispondo che non fumo e lui si fa minaccioso: mi fruga in tasca e tira fuori una sigaretta. "Visto?", dice, mentre io spero soltanto che mia madre non mi abbia visto perché io NON FUMO davvero, perché in caso contrario ci penserebbe lei a farmi vedere tutto rosso, rompendomi i capillari dell' occhio a suon di ceffoni. Mia madre non mi vede, arriva invece mio padre, con metà faccia bruciata, come un personaggio di Batman di cui non ricordo il nome."Non dimentichi qualcosa?", mi fa, e nel mentre prende un sigaro dal taschino della giacca e me lo mette in tasca. Mi ritrovo davanti a scuola, con gli occhi che ancora vedono rosso, e vado dal prof.Maccioni, quello che si occupa delle multe per divieto di fumo. Cerco di mostrargli il sigaro, che però si sbriciola in una strana polvere gialla. Il prof prende un fiammifero, e dopo averlo acceso lo butta sul mucchietto giallastro che si è formato in terra: dapprima la polvere prende fuoco, un fuoco verde, poi dalla polvere nasce un suo clone, che subito si mette a giocare a briscola con lui, esclamando VEDO SIGARO CALIFORNIANO! ogni qualvolta gli capitasse in mano un 3 o un asso. Dalle scale della scuola scende canticchiando il preside, che mi chiede se abbia un sigaro. Io ormai, abituato alle peggio cazzate, mi metto curioso una mano in tasca, e tiro fuori "Ragazzi di vita" di Pasolini con un due di picche come segnalibro;con in faccia il ghigno isterico di chi sta impazzendo, lo porgo al preside. Lui lo prende, chiama il prof.Maccioni, e quando questi si presenta a rapporto lo abbrustolisce con un lanciafiamme. Mentre il prof è lì che brucia tranquillo, avvolto tra le fiamme, come se niente fosse successo, il preside con nonchalance gli scaglia addosso libro e segnalibro ed il docente emette per pochi secondi una vampata verde, gigantesca, prima di estinguersi di colpo. Al suo posto, un sigaro ancora incellophanato con una etichetta sopra recitante "made in Palo Alto, California".

martedì, novembre 22, 2005

SBAM!


scrachschh. Un rantolo. Rotolo. Spiro. Ma dopo inspiro. Ed espiro. Cazzo sono ancora vivo. O almeno credo di esserlo. Cosa c'è dietro il quel muro? Un gran palazzo, non alto ma larghissimo, un raro caso di palazzo obeso. Un impiegato si lancia dalla finestra, si schianta con un tonfo sul marciapiede, si rialza, si dà una spolverata, mi dice buongiorno e ritorna dentro. Due minuti dopo il solito impiegato si ributta, si rialza, si rispolvera, dice buongiorno e si avvia dentro l'edificio, ma prima di imboccare la porta si gira, e mi guarda mi guarda, con l'aria di chi pensa "ma io ti ho già visto...", ma poi fa spallucce e guadagna la porta. Mentre me ne vado sento un altro tonfo sul marciapiede.
SBAM!

lunedì, novembre 21, 2005

E poi?


Lentezza pesantezza. Vuoto nel capo. Niente nel capo. Musica reggae alla tivù: E poi? Cos' altro.?Pubblicità. E poi? Cos' altro? Domani sera alle 21 la Talpa. La Barbie. Le Hot Wheels. E poi? Cos' altro? Il videogioco di Winnie Pooh. E poi? Cos'altro? Kinder Sorpresa. I folletti nei pacchetti. Le carte dei Pòkemon. I pan di stelle. E poi? Lentezza pesantezza. Vuoto nel capo. Niente nel capo. Musica reggae alla tivù.

sabato, novembre 12, 2005

Pissicanalisi


Oggi "surfavo" un po', come dice la gente "cool", per niente "kitsch", che spesso e volentieri è "fashion", insomma questa espressione del cazzo che vuol dire "ero su internet" ma che quasi mi vergogno a dire perché mi sembra una puttanata...non vorrei ritrovarmi a dire fra qualche anno "eatavo una mela", "vado a sleepare" oppure a "jerkarmi un po' off" (questa è tanto sofisticata quanto volgare). Vabbè. Rewind. Oggi ho sentito in tv della "sindrome di Stendhal", ed è una cosa veramente interessante: in pratica, è un turbamento psichico che colpisce in stragrande maggioranza (leggete bene) i turisti in visita nelle città d'arte, specialmente se sono in viaggio da soli. Prendiamo uno svedese in buona salute, mentalmente a posto, e lo mandiamo da solo a Firenze in giro per musei. Questa persona (potenzialmente) è una vittima della sindrome di Stendhal. Va tranquillamente agli Uffizi, guarda un'opera di Botticelli e gli vengono le palpitazioni e sviene. Oppure gli vengono crisi depressive con sensi di colpa immotivati e pianto, oppure diventa euforico, iperattivo, senza un minimo di autocritica. Tutto ciò è bellissimo. Non parlo degli svenimenti, delle crisi, delle euforie, parlo del prima. Cosa scatena ciò. Se si hanno queste reazioni vuol dire che c'è una emozione fortissima che il corpo non riesce a tenere sotto controllo. Secondo me dev'essere una specie di gigantesco orgasmo psicologico. Gli psicanalisti dicono che, oltre all'opera d'arte, grande colpa/merito va al fatto che si è in viaggio da soli. E' una condizione particolare nella quale i nostri appigli vengono meno (la casa, gli amici, la routine) e nella quale ci portiamo dietro solo noi stessi. Penso che le sicurezze abbassino notevolmente la nostra soglia percettiva, cosicchè in questo caso il nostro svedese ha tutti i sensi direttamente connessi al cervello. Vorrei immaginare, dio mio, cosa si possa provare, perché è come se l'emozione ed il pensiero si fondessero insieme. E' in questi casi che si trova se stessi, quando ci liberiamo di tutto ciò che ci dà sicurezza e su cui contiamo. VOGLIO ANCHE IO UN CAZZO DI SCLERO!!! Potrei dare di matto di fronte alla ruota di Duchamp.

venerdì, novembre 04, 2005

EQUILIBRIO UNA SEGA!


Ascolto "Tommy" degli Who, "Giant Steps" di John Coltrane e voglio finire "Ragazzi di vita" di Pasolini. Oggi sono rimasto a casa. Fifa del compito di matematica e di una eventuale interrogazione sulla letteratura inglese di metà ottocento. A volte mi chiedo se questo blog sia inutile. Ovviamente è per ora inutile perché non me ne sono curato per niente, l'ho riscoperto 2 giorni fa dopo un'immobilità disinteressata durata due mesi. Ho molte scosse di assestamento in questo periodo, sto mutando per l'ennesima volta. Non riesco proprio a fossilizzarmi in un tipo di persona, ma forse è perché ho 18 anni (domani!) e mi posso ancora permettere di scegliere (a parte che se fosse per me, vorrei avere la forza di cambiare continuamente anche a 60 anni). Sono stato un romantico, un folle, un comunista, un filosofo, un nichilista e ora non so cosa sono. E' normale. Ci si accorge di quel che si è solamente quando si è già qualcos'altro, come i generi musicali, che prendono nome solo quando si sono esauriti (vedi il grunge). Almeno una cosa la so: sono un incazzato. Col mondo, ovviamente; ne apprezzo le potenzialità, ma l'idea che non si sfruttino queste potenzialità, anzi, che si vada in controtendenza essendo graniticamente convinti che quella sia la via mi scortica il cervello. Sono di sinistra, ma anarchico. Prendo impegni politici, ma mai vorrei essere un politico. Forse perché sono giusto. Valuto le cose a 360°, e cosa ne cavo? Che non si risce mai a dire che una cosa è del tutto sbagliata o giusta, si riesce sempre a giustificare l'una e l'altra alternativa. Di questa maniera, prendere una posizione significa non vedere 180° di una cosa, e di conseguenza, rinunciare a una assoluta giustizia, una giustizia che però giustifica tutti e nessuno...

Da qui l'eterna contraddizione

AIUTATEMI!!!

giovedì, novembre 03, 2005

VIVO E VEGETO 2

Questo post invece è dedicato a quelli che hanno pensato che qualcuno potesse avermi ammazzato dopo il post precedente, cioè quello di tre minuti fa.

Punto.

VIVO E VEGETO


QUESTO POST HA COME UNICO SCOPO QUELLO DI DIRVI CHE NON SONO MORTO, BENSì RESPIRO.
ORA VE LO DIMOSTRO:

Bubi banga tango mango
tinte tanto tutto strutto
mala fala gran maiala
rain ibrahim sptagarrasch
dante gargante gargamo
nino nano ninna nao
ascolana con la sottana
magnaccia senza puttana
pula senza pulotto
puntata senza lotto
bingo bongo mandingo
bukowski erra tamagno.