
Quella vecchia signora stava sempre lì, sulla porta, con il sole o nella bufera, come se aspettasse qualcuno, scrutando i passanti con un'occhiata gelida. Oggi le sono passato davanti. Mi è sembrato che mi fosse entrata dentro, proprio dentro il cervello, fra pensieri e ricordi, alla ricerca di qualcosa che le interessasse, e che poi, non trovando niente di suo gusto, mi abbia lasciato andare. Mi è parso che non abbia usato solo gli occhi per crearmi quella sensazione di disagio, ma che con una mano invisibile mi abbia rovistato dentro come fossi un cassetto. Poi sono passato avanti, con una sensazione di sporco addosso, neanche fossi stato stuprato. Ho cominciato a vedere tutto rosso; un gigantesco signore ciccione alto 6 metri con un camicione a quadri molto grunge mi chiede se ho una sigaretta, io gli rispondo che non fumo e lui si fa minaccioso: mi fruga in tasca e tira fuori una sigaretta. "Visto?", dice, mentre io spero soltanto che mia madre non mi abbia visto perché io NON FUMO davvero, perché in caso contrario ci penserebbe lei a farmi vedere tutto rosso, rompendomi i capillari dell' occhio a suon di ceffoni. Mia madre non mi vede, arriva invece mio padre, con metà faccia bruciata, come un personaggio di Batman di cui non ricordo il nome."Non dimentichi qualcosa?", mi fa, e nel mentre prende un sigaro dal taschino della giacca e me lo mette in tasca. Mi ritrovo davanti a scuola, con gli occhi che ancora vedono rosso, e vado dal prof.Maccioni, quello che si occupa delle multe per divieto di fumo. Cerco di mostrargli il sigaro, che però si sbriciola in una strana polvere gialla. Il prof prende un fiammifero, e dopo averlo acceso lo butta sul mucchietto giallastro che si è formato in terra: dapprima la polvere prende fuoco, un fuoco verde, poi dalla polvere nasce un suo clone, che subito si mette a giocare a briscola con lui, esclamando VEDO SIGARO CALIFORNIANO! ogni qualvolta gli capitasse in mano un 3 o un asso. Dalle scale della scuola scende canticchiando il preside, che mi chiede se abbia un sigaro. Io ormai, abituato alle peggio cazzate, mi metto curioso una mano in tasca, e tiro fuori "Ragazzi di vita" di Pasolini con un due di picche come segnalibro;con in faccia il ghigno isterico di chi sta impazzendo, lo porgo al preside. Lui lo prende, chiama il prof.Maccioni, e quando questi si presenta a rapporto lo abbrustolisce con un lanciafiamme. Mentre il prof è lì che brucia tranquillo, avvolto tra le fiamme, come se niente fosse successo, il preside con nonchalance gli scaglia addosso libro e segnalibro ed il docente emette per pochi secondi una vampata verde, gigantesca, prima di estinguersi di colpo. Al suo posto, un sigaro ancora incellophanato con una etichetta sopra recitante "made in Palo Alto, California".