sabato, settembre 17, 2005

Nuovi Amori



Questo gruppo è la mia ultima relazione extraconiugale: Gli Starfuckers, che oggi si chiamano Sinistri, dal nome di uno dei loro album più famosi, Sinistri appunto. Per ora ho sentito 3 dei loro album: Brodo di cagne strategico, Sinistri e Infrantumi, di cui è uscita anche la versione per il mercato statunitense. La maggior parte di voi, appena sentita una nota (ammesso che riesca a trovarla), avrà la sfacciataggine di dire che non è musica, è rumore. Costui non ha una cultura adatta a questo genere di gruppi.Potrai sapere quanto ti pare Rock 'n' Roll, Heavy Metal, Jazz, Fusion o World Music, ma se dici che è merda evidentemente non hai memorie di gruppi rumoristi come Sonic Youth, Stooges, Velvet Underground e, soprattutto, non hai mai sentito Metal Machine Music di Lou Reed. Quel disco segnò la fine del rock, quel che viene dopo è pura inerzia. Gli Starfuckers se ne erano già accorti. Loro non fanno rumore, o almeno non lo subiscono, loro prendono rumore, lo torturano e lo domano. Brodo di Cagne Strategico dura più o meno un quarto d'ora. A metà TG5 (che dura mezz'ora) avevano già distrutto ogni tipo preconcetto musicale. E' un disco cattivissimo, o perlomeno grezzamente maligno, però senza necessità di baracconate diavolesche. L'inutilità generale (il "qualcosa per niente" predicato nel cd), la rabbia stanca di "Freddo Cancro Bianco", che possiede uno dei migliori testi mai sentiti:
mentre la luna affonda nel cielo unto come un preservativo bucato/ lei mette le labbra intorno al mio sesso/ proprio come una puttana giapponese/ poi comincia a cantare una oscena nenia cristiana/ e con un sorriso crudele negli occhi ripete/ bianca/ sono bianca fino all’osso/ e il sole sanguina come un culo sfondato/ la sua carne risuona sotto una pioggia di sangue rosso-arancio/ che le strappa via la pelle/ scuote il cielo sopra di noi/ colori gettati alla rinfusa/ il blu diventa grigio/ verde metallico nei suoi occhi/ dice/ voglio essere scopata/ voglio essere scopata da restare scopata per sempre/ lascia che sia la tua fottuta puttana/ un’arma affilata si apre la strada fra le sue carni/ il sole si scioglie nelle mie vene/ il verde dei suoi occhi esplode disegnando ombre nell’aria/ il respiro mi penetra nel sangue/ il tempo si ferma/ e non resta altro che un’accecante luce bianca/ sempre e per sempre/ grandi occhi sintetici sognano i nostri sogni/ mentre angeli malati ballano una lenta canzone di morte/ il grande fottuto cristo con la testa spappolata mi dice/ ricorda/ credere in qualcosa o fare la guerra/ confusione/ malattia/ panico/ sangue come grandine/ tutto diventa blu/ la mia mente è un cancro freddo/ un suono vuoto e spietato gioca con le mie orecchie/ dipinge i miei sogni/ dissolve la mia linea d’ombra/ ma c’è qualcosa di buono nella mia bocca/ quando lei striscia sul pavimento cantando/ venderei la mia anima/ venderei la mia anima/ se ne avessi una/ poi veloci assassini del passato implodono in un delirio cromatico/ qualcosa brucia da dentro/ tutti hanno bisogno di spazio/ spazio più che tempo.


Al grido di "Alza il volume/Cerca il rumore" andiamo oltre il punk. Qui non si viene esortati a spaccare tutto. Prima bisogna spaccare se stessi, ma in maniera ricercata, ragionata. Cerca il rumore. "Conseguenze" potrebbe sembrare suonata dagli Stooges, con il solito maligno sarcasmo, il solito minimalismo, ma andando più in là. E non vi spiego perchè. Non ve lo spiego perché non lo so. Sono più in là e basta. In culo ai razionalismi. Sinistri, il terzo album del gruppo, trasporta parte del DNA di Brodo di Cagne Strategico spostandosi verso nuovi orizzonti, diventando così il preludio a Infrantumi, l'album più famoso all'estero. In parole povere, è come se gli Stooges suonassero Oktophonie di Stockhausen, vale a dire suite semi-psichedeliche Stockhauseniane suonate dal "grezzo", personificato dagli Stooges."In primo luogo" segue Brodo..., dura poco più di un minuto, inizia con la frase "E non ci furono mai anni peggiori, detto con la pesantezza di una supergravità da cartone animato , col pessimismo del peggior Jim Morrison depresso.Nota di merito per "Ordine Pubblico", con un altro dei migliori testi degli Starfuckers uniti sempre a riff e ritmi molto proto-punk, che mi fanno lo stesso effetto di quando suono I Wanna Be Your Dog: sdogano letteralmente la mia testa, tritando i legamenti del collo.
criminali/ comunisti/ vagabondi/ terroristi/ prostitute/ estremisti/ grazie / grazie/ ordine!/ (... che i fascisti sono cattivi)/ ordine!/ squilibrati/ integralisti/ occupanti/ brigatisti/ sovversivi/ travestiti/ grazie per non sostenere la pace sociale/ grazie per non sostenere la pace sociale
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Questo disco, alla fine, è tutto un gigantesco viaggio, da accomunare al migliore degli Alpha Centauri TangerineDreamiani. Infrantumi, invece, distruggerà tutte le vostre certezze. Senza bisogno di aggiungere altro.

venerdì, settembre 09, 2005

Elettromagnetismi


Mai dormire troppo. Se il dormire è mentalmente movimento, fisicamente è staticità. Il mondo, sempre fisicamente parlando, non è mai statico; quindi chi dorme troppo rimane indietro. Per definizione. Siamo al 9 settembre, la scuola comincia il 12 settembre, quindi queste sono le ultime occasioni che ho per verificare la veridicità del postulato qui sopra. In parole povere, mi sono svegliato a mezzogiorno e venti. Se questo vi fa schifo (effettivamente ti trovi ad alzarti e mangiare la pasta anzichè fare colazione) gioco il jolly della citazione colta: tale Charles Bukowski (per gli amici Hank), scrittore contemporaneo e autore di "Panino al Prosciutto"," Pulp", "Taccuino di un vecchio sporcaccione" e "Storie di ordinaria follia", soleva dire che chinque si alzasse prima di mezzogiorno era un coglione. Bukowski era un genio, oltre ad essere un mezzo barbone, alcolizzato, depravato, chiavatore, scazzottatore, maleducato, e quindi una persona poco attendibile (anche se, se proprio devo dirvi un segreto, le persone attendibili non esistono). Ciò vuol dire che neanche il caro vecchio Hank mi salverà. Vabbè, il succo di tutta questa menata assurda è che oggi mi sono alzato oltre la fatidica ora bukowskiana, ho cucinato un piatto di pasta, ho mangiato la suddetta, ho lavato i piatti e solo quando ho realizzato che il sacco nero era pieno, mi sono costretto ad uscire per buttare la spazzatura. I momenti che seguirono questa realizzazione mentale sono a dir poco tragici: mi avvicino verso il secchio, tiro su il sacco, e con tutta la maldestrezza di cui è capace la mia persona cerco di acciuffare quell' odioso, fottuto filino di non so quale stronzo tipo di plastica che serve a chiudere il sacco; riesco a domare il mio equilibrio, afferroilfilinochiudoilsaccostringobeneilfiloescoingiardinoaproilmiocancellinoverdee...i miei occhi si sbarrano, a metà fra lo stupito e l'impaurito. Stanno fissando un tronco di ferro massiccio, poi, senza l'impulso nervoso, seguono la continuazione di questo tronco, sempre più su, fino a che la connessione occhio-cervello non riprende a funzionare. L' occhio ha visto, il cervello ha realizzato. E' il pilone di un ripetitore telefonico. Ieri sera non c'era. E' alto, è grigio, è potente. Ora è lui che regna sullo scarno paesaggio rappresentato da un semaforo, un benzinaio e poche casupole. Sono rimasto indietro.Merda.

giovedì, settembre 08, 2005

Il primo post

La solita sensazione che ho provato quando dovevo imbrattare la prima pagina del mio diario: non hai mai niente da dire, ti escono solo baggianate. Sarà che non reggo il confronto con la pagina bianca. Lo schermo bianco, in questo caso, ha almeno un' intestazione, questo riduce il senso di vuoto, mi fa sentire più a mio agio, ma non trovo lo stesso niente da dire. Forse perché cerco qualcosa di interessante da dire, perché sennò potrei dire che sono alto, anzi che sono basso 1 m e 70, occhi marroni capelli castani mediamente lunghi perché sforbicciazzati dopo un lungo periodo di acconciatura metallara, che consiste nel capello libero. Un giorno ti svegli metallaro e dici al capello: vai, vai sguazza felice nelle praterie dell'aria, incurante del fatto che un giorno ci inciamperai sopra

La prima foto


Ecco, mi piacerebbe dire che sono Iggy Pop, o almeno che voi lo pensiate. Ma purtroppo lui è troppo demente anche per me. E questo va sottolineato e osannato.

Well maybe go out, maybe stay home
maybe call mom on the telephone
Well c'mon, well c'mon
C'mon c'mon